Le relazioni pericolose – convegno ECM Valcamonica

L’ufficio formazione dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Valcamonica ha organizzato una giornata di studio sul tema delle relazioni di coppia, interpersonale e personale intitolato Le Relazioni Pericolose.

Il convegno si è svolto il 15 ottobre 2016 nell’aula magna dell’Ospedale di Esine, riconosciuto ai fini dall’acquisizione dei crediti formativi obbligatori per medici e personale sanitario ed ha visto una partecipazione molto importante della classe sanitaria camuna.

Il direttore sanitario, Marcello Acciaro, è molto sensibile alla formazione ospedaliera riguardo le relazioni. Ha così organizzato negli anni diversi incontri sulla tematica così delicata ed attuale.

Era presente lo psichiatra, sessuologo e scrittore Willy Pasini cui è stato affidato un tema di grande delicatezza culturale e deontologica:la relazione psicologica e psichica che si può instaurare tra Medico e Paziente.
La relazione clinica è stata affidata al ginecologo, psicoterapeuta e semiologo clinico Roberto Bernorio.
A seguire gli inteventi di altri medici, psicologi, ostetriche. Molti di questi sono i miei compagni di studio dei quattro anni di formazione AISPA a Milano. Un’occasione per ritrovarsi, cenare assieme, narrare come la sessuologia abbia influenzato le nostre professioni. Ecco quindi una serie di contributi non banali, anzi, decisamente specifici.

Anche io ho partecipato con una riflessione sulla disabilità vista con occhio sessuologico: La Tigre Senza Denti (prevenzione e cura sessuologica nella disabilità).

L’incontro ha avuto un notevole successo sia per il numero di partecipanti che per la qualità degli interventi dei relatori e da parte del pubblico qualificato e cosciente dell’attualità e complessità dell’argomento trattato.

I sessuologi del nord Italia, da sinistra:
Monica Recla, Roberto Bernorio, Clara Pozzi, Eleonora Preti, Frìederica Grassi, Elena Faini, Elisa Deiana, Michela Avella, Elena Sala, Amanda Mengarda, Paola Zucchi, Anna Zanellato, Marcello Acciaro, Giovanni Piccolo.

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