Educazione alla salute sessuale 2.0 – II superiore Fogazzaro

E’ tornato il progetto che aveva visto la sua prima edizione lo scorso anno, alla scuola Fogazzaro.

Qui trovate il progetto realizzato.

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Di quali tematiche devono parlare i progetti per la salute sessuale? Ce lo dice la Dichiarazione della Fiss e Was intitolata “La SALUTE SESSUALE per il TERZO MILLENNIO”, documento di rilevanza internazionale:

  • HIV e MST (malattie sessualmente trasmesse
  • orientamento e identità di genere
  • ruoli di genere
  • funzione sessuale
  • frequenza appropriata e normalità dei differenti comportamenti sessuali
  • infertilità
  • contraccezione e aborto
  • violenza e abuso sessuale
  • aspetti di malattie fisiche e mentali correlati alla sessualità
  • trattamenti medici dei problemi e delle disfunzioni sessuali
  • impatto delle medicine sulla funzione sessuale
  • impatto delle disabilità fisiche ed evolutive sulla sessualità e sulle relazioni
  • masturbazione
  • anatomia sessuale e riproduttiva
  • immagine corporea
  • dimensioni e aspetto dei seni e dei genitali

Abbiamo parlato di questo e di molto di più: orgasmi finti, pornografia, mutilazioni genitali femminili, circoncisione, nascite premature, fecondazioni in vitro… ma anche innamoramento, relazioni di dipendenza, amori platonici, seduttori seriali, social, rapporti coi genitori, matrimoni…

E tante, grasse risate.

Pari&Dispari – superiori Scotton

Il progetto Pari&Dispari quest’anno è alla sua terza edizione!
Anche quest’anno saranno coinvolte sette classi IV dell’Istituto Scotton di Breganze. Il progetto, iniziato dopo il lancio della Giornata contro la Violenza sulle Donne (25 novembre) si concluderà a febbraio.
Diciottenni a me! ❤

Dalla verifica dello scorso anno:
Se lo scorso anno mi aveva caratterizzata una iniziale diffidenza sulla capacità di classi monosessuate di interrogarsi sul tema, per poi riscontrare una grande capacità critica e di acume coscienzioso nell’affrontare il tema della violenza tra i generi, anche quest’anno le classi non sono state da meno. Non trattandosi di lezioni frontali, ma di attività che facevano emergere i vissuti degli alunni per permettere loro un confronto attivo, è possibile dire che ho spesso incontrato classi mature e pronte al dialogo. Chiaramente ci sono stati alunni che, per temperamento e personalità, hanno vissuto più passivamente le proposte di confronto, ma nessuno si è rifiutato di dire la propria opinione quando richiesta, e tutti sono stati coinvolti.

Si tratta infatti di un percorso di educazione affettiva per promuovere la sensibilizzazione nella prevenzione della violenza tramite l’educazione tra pari, ponendo particolare evidenza al contrasto dell’insorgere di episodi di cyberbullismo.

Traggo ancora spunto dal primo punto della verifica dello scorso anno per farvi intuire quanto questo progetto sia rilevante per il territorio:
1. favorire un atteggiamento positivo verso l’argomento trattato e in generale aumentare la consapevolezza del ben-essere;
Questo obiettivo, tra i più difficili da raggiungere, premette che il tema della violenza di genere possa essere trattato in maniera positiva, più vicino alle capacità di problem solving personali e di confronto attivo e positivo tra i componenti della classe. In tutte le classi si è parlato di assumersi le responsabilità delle proprie azioni e di riconoscimento delle anche piccole azioni irrispettose che possono dare origine alla violenza. In ogni classe è stata valorizzata la forza della rete amicale, sia come contenitore delle confidenze, sia come possibilità di creazione di soluzioni nuove ed efficaci. I ragazzi si sono interrogati sulla stima di sé e di come questa sia minata dalle informazioni derivanti dai media.

Il progetto rientra tra le azioni di prevenzione del più ampio progetto nato dalla collaborazione tra Villa Savardo e il Comune di Breganze finanziato dalla Regione Veneto per i Centri Antiviolenza, Case Rifugio e Case di secondo livello (Villa Savardo, appunto).

Tutto questo è possibile grazie alla perseveranza di Giulia Vanfretti, assistente sociale di Villa Savardo, e Paola Zanella e Alessia Anguzza, insegnanti di religione e lettere della scuola.

Educazione alla salute sessuale – II Superiore Fogazzaro

Il mese di maggio ha permesso di far fiorire un entusiasmante progetto presso tutte le classi seconde del liceo scientifico, linguistico, sociale ed economico sociale promosso ed organizzato dalla prof.ssa Annalinda Zigiotto.

Un importante percorso perchè le classi seconde al Fogazzaro sono 15: uno degli istituti più importanti della città di Vicenza.
Tutte le classi hanno avuto l’opportunità di incontrare un ginecologo per una lezione anatomica. Successivamente sono subentrata io, con due ore dal titolo “Sessualità: desiderio come relazione“.

E’ stato scelto il tema del desiderio poichè uno dei bisogni fondamentali di ogni individuo è quello di affetto e relazione. L’esistenza dell’uomo è caratterizzata dalla ricerca di relazioni significative in cui esprimere l’affettività. La sessualità è l’esperienza umana entro cui è possibile esprimere emozioni, sentimenti e stati d’animo, comunicazione, scambio e coinvolgimento. Dare e trasmettere piacere presuppone la capacità di saper comunicare attraverso il corpo, ascoltando i desideri dell’altro e sapendo trasmettere i propri.

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Il metodo utilizzato è quello che mi è proprio:
1. saper progettare l’incontro (definire l’argomento, prevedere l’allargamento dei temi della discussione -ed essere pronti-, organizzare le informazioni),
2. porre attenzione alla moralità (evitare la mia trasmissione di valori etici e morali ma creare una situazione nella quale emergano dalla discussione di gruppo)
3. saper usare adeguatamente la comunicazione (chiedere informazioni pregresse alla classe ed ai singoli, non contrastare la comunicazione non verbale)
4. prevedere una buona dose di
emozionalità (permettere la sperimentazione di difficoltà, felicità, condivisione)
5. promuovere la prosocialità (alte aspettative, fiducia, essere a modello).

Gli obiettivi del progetto sono stati raggiunti in tutte le classi, rispettando le richieste specifiche dei ragazzi e il carattere unico che ogni gruppo di alunni possiede. Ci sono classi sfrontate e classi ingenue; classi timide e classi sapienti; alunni con disabilità e ripetenti con qualche anno in più.

Gli obiettivi concordati con la scuola erano i seguenti:
1. aumentare la conoscenza di sé: fisiologia del desiderio;
2. aumentare la conoscenza degli altri: riconoscere le caratteristiche individuali e le caratteristiche psicologiche, comportamentali e di ruolo specifiche di maschi e femmine (differenze di genere);
3. incentivare il confronto tra i generi, saper riconoscere le differenze come fattori arricchenti;
4. riflettere sui concetti di coppia, di fiducia, di piacere e di sessualità e saper discriminare e scegliere le situazioni piacevoli da quelle spiacevoli.

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Il tema che è emerso da tutte le classi è come la cultura influenzi il nostro modo di vedere il mondo e, soprattutto, di vivere la sessualità nell’intimità. Abbiamo discusso del fatto che l’amore e la pulsione sessuale non vanno sempre pari passo: a volte le farfalle nello stomaco sono dovute dalla risposta genitale e, forse, è da riconoscere che nonostante sia assolutamente lecita non possiamo confonderla con l’amore. Ed altre volte invece proviamo grande sintonia con una persona, ma mi sento in colpa perchè mi attraggono anche altre. La pornografia e le mode danno ai ragazzi delle visioni che sanno essere distorte, ma il tabù di parlarne non permette di poter andare oltre. Permettere agli alunni di trovare uno spazio di confronto tra pari, condotti da un adulto, per potersi parlare di sesso può essere il canale per far emergere il vero.

E il bello. Perchè fatto con il sorriso, la risata, l’accoglienza di ogni dubbio.

scuola Fogazzaro progetto educazione alla sessualità Anna Zanellato

!!!Attenzione!!!
Condurre questo tipo di laboratorio, così divertente e stimolante può dare controindicazioni: sono diventata afona per qualche giorno!

Educazione alla sessualità – V Primaria Levis Plona

A Vicenza c’è una scuola che si chiama Levis Plona. E’ una scuola speciale, si trova in centro città alla fine di corso Fogazzaro. Ed io, da vicentina doc, ci vado in bicicletta.

Ci sono bambini dell’Infanzia e della Primaria e c’è una classe V un po’ strana: sono tutti maschi!

Non si sa come sia successo, ma ogni tanto accade che la Sorte e il Destino combinino delle cose mai viste prima. Vi immaginate crescere in una classe completamente formata da ometti?
Ecco, ci voleva un bel corso di educazione alla sessualità. Non solo, un percorso ad hoc!

Sono 4 gli incontri che sto organizzando in questa classe durante le ore di lezione del giovedì, ma è evidente che su certe cose i maschi sono fortissimi e su altre un po’ meno.

E, ve lo scrivo a chiare lettere, con le emozioni ed i sentimenti sono proprio forti! Hanno un ottimo lessico, una grande capacità di cogliere le sfumature, si riconoscono attori della scena sociale. Belli belli!
Invece poco sanno di anatomia, di come sono fatti loro stessi e, soprattutto come sono le femmine! Si tratta di una classe dinamica, in cui l’idea di fare lezione composti per alzata di mano è (aimè) davvero non in linea con la sua personalità.
Per fortuna il mio metodo è differente, senza lezioni frontali, li sprono e li spingo a raccontarmi tutto quello che sanno per far girare le informazioni tra i compagni.

A fine percorso incontrerò i genitori per un incontro… aspetterò la loro restituzione!

Dal branco al gruppo – II Primaria Petrini

L'albero della classe, dal branco al gruppo, scuola Pertini Vicenza

C’era una volta, e c’è ancora, la scuola primaria Pertini di Vicenza con tre classi seconde.
Le bravissime maestre delle seconde decisero che il branco di bambini aveva bisogno di qualcuno che lo trasformasse in un gruppo. Una magia?

Fu così che, a settembre, aderirono al progetto del POFT 2016/2017 del Comune di Vicenza e chiamarono folletta Anna per portare un po’ di armonia nelle classi.

Dal branco al gruppo. Progetto per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria. Ideato da Anna Zanellato, psicologa vicentina.

Sono stati così programmati quattro incontri da due ore per ogni classe: (1) un incontro per capire chi sono io, (2) come sto in relazione con gli altri compagni, (3) definire se è possibile cambiare le situazioni che non ci piacciono e (4) darci delle regole per stare meglio tutti assieme.

Un percorso di accompagnamento alle prese di coscienza dei piccoli folletti che animano le tre classi. Inserimento di folletti che sono nati in Paesi lontani, fortificazione dei rapporti con chi è seguito anche dalle maestre di sostegno, creazione di un clima sereno che possa agevolare la didattica.

Siamo a metà percorso, e vediamo i folletti prendere più coscienza della situazione. Hanno raccontato a me e alle maestre che la classe ha un po’ di febbre: 39,2° addirittura in una seconda! Li abbiamo visti trasformarsi in barchette che cercavano porti sicuri, poi sono diventati foglie tutte diverse e speciali di un grande albero specialissimo che racconta chi siamo. Abbiamo imparato i saluti di tutto il mondo, anche i più divertenti. Abbiamo disegnato le emozioni che sentiamo. Siamo stati re e regine della classe per un momento ed abbiamo ascoltato i nostri sudditi riempirci di complimenti evidenziando i nostri pregi.

Semplici materiali e molta fantasia per comunicare attraverso le regole dei bambini: riusciremo a trasformarli in un gruppo?

Ricordiamo una regola che abbiamo imparato la scorsa settimana: non è necessario che siamo tutti amici per portarci comunque rispetto.
Da ricordare anche agli adulti…!