Pari&Dispari – IV superiore Scotton

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Quarto anno di rinnovo del progetto! Evviva! 🙂

Diciottenni che si interrogano sulla violenza di genere, classi di criticità educativa.

Si tratta di una delle più belle attività professionali che porto avanti, un progetto di prevenzione contro la violenza di genere per le otto classi IV della scuola Scotton di Breganze.

Il progetto rientra tra le azioni di sensibilizzazione e prevenzione del più ampio progetto nato dalla collaborazione tra Villa Savardo e il Comune di Breganze finanziato dalla Regione Veneto per i Centri Antiviolenza, Case Rifugio e Case di secondo livello (Villa Savardo, appunto).

Il progetto contro la violenza, parte ufficilamente proprio nei giorni successivi alla Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere (25 novembre) sotto la guida della prof.ssa Anguzza.

Framed separately on the wall� adorable � love!!

Dalla verifica dello scorso anno:

Se il primo anno di realizzazione di progetto mi aveva caratterizzata una iniziale diffidenza sulla capacità di classi monosessuate di interrogarsi sul tema, per poi riscontrare una grande capacità critica e di acume coscienzioso nell’affrontare il tema della violenza tra i generi, anche quest’anno le classi non sono state da meno. Non trattandosi di lezioni frontali, ma di attività che facevano emergere i vissuti degli alunni per permettere loro un confronto attivo, è possibile dire che ho spesso incontrato classi mature e pronte al dialogo, alcune di queste notevolmente interessate e preparate, altre più ancorate ai temi del pregiudizio interiorizzato e mai confrontato con gli altri. Chiaramente ci sono stati alunni che, per temperamento e personalità, hanno vissuto più passivamente le proposte di confronto, ma nessuno si è rifiutato di dire la propria opinione quando richiesta, e tutti sono stati coinvolti nelle attività (se non in caso di disabilità intellettiva e/o fisica). È anche vero che in più di una occasione le attività e il dialogo instaurato nelle classi ha permesso di affrontare esperienze e situazioni personali, confrontandosi non solo con me ma anche tra di loro.

Progetto accoglienza – I superiore Canova

Un progetto per prevenire i fenomeni di bullismo ed attenuare lo smarrimento iniziale degli studenti delle classi prime dell’istituto vicentino “Antonio Canova“.

I progetti sul bullismo sono normalmente fuffa. E’ solo la tendenza educativa del momento, ci sono i finanziamenti, nessuno sa quali dati monitorare, è un po’ tutto fatto per far star buoni i genitori.

Ma questo è diverso, e sono lieta di aver potuto contribuire come una delle competenze esterne. Mira alle competenze e alla prevenzione. Punta alla gioia della condivisione.

Ho partecipato solo alla prima parte dell’accompagnamento della formazione dei tutor d’aula, ovvero i venti ragazzi più grandi che si sono resi disponibili per fare da ponte con i novellini della scuola. Abbiamo lavorato un’intera mattina di settembre sulla conoscenza reciproca e sulla costruzione di un gruppo con obiettivi condivisi.

La giornata era pazzesca, il cielo era incredibilmente terso e si vedevano le montagne vicinissime dalla location scelta dalle insegnanti Paola Zigiotto e Luisa Matera: Montemezzo, la collina sopra a Sovizzo.

Un bel modo per riapprocciarsi alla scuola.

progetto accoglienza classi prime: Canova a Vicenza

Formazione per l’educazione sessuale – Villaggio SOS Vicenza

Logo

Il Villaggio SOS è una realtà storica del panorama vicentino, ed io lo so bene perchè è a 50 metri da casa mia.

Si occupano di accoglienza minori, anche attraverso le case famiglia.
E’ un contesto delicato, di cura delle situazioni di disagio o di rischio, di prevenzione. Il Villaggio dei bambini si adopera per mantenere il passato e costruire un futuro che possa essere denso di relazioni significative.

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Per questa ragione 40 educatori del Villaggio sono stati coinvolti in un percorso di formazione sull’educazione sessuale molto intenso, della durata totale di una trentina di ore, lungo tutto l’arco dell’anno 2018. Abbiamo infatti cominciato con delle riunioni in plenaria di formazione intensa e confronto in questa fresca primavera, ma i progetti si alimentano l’un l’altro fino al 2019.

Questo progetto sociale è scaturito da diverse impegnative richieste provenienti dai ragazzi ospitati, e riconosciute dall’OMS. Tra queste evidenzio:

  • l’educazione affettiva e sessuale aiuta a preparare alla vita in generale, specialmente per quanto riguarda il costruire e il mantenere relazioni soddisfacenti, e contribuisce allo sviluppo della personalità e della capacità di auto-determinazione;
  • le storie di vita dei minori ospitati sono spesso di natura ambigua (se non traumatica) attorno ai valori del mondo affettivo e sessuale, inoltre anche gli educatori hanno la necessità di interrogarsi su quale potrebbe essere una linea di condotta coerente ai principi del Villaggio.

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La parte interessante del percorso è la sua composizione: ogni strumento con il quale si può fare educazione alla sessualità viene presentato in una riunione plenaria, poi ogni team che si occupa di piccole realtà (ogni casa, ogni progetto) penserà a come realizzare questo con i minori che gli sono stati affidati, infine ogni delegato dei team si incontrerà con me per limare e supervisionare l’attuazione concreta delle idee con i bambini ed i ragazzi. Incontrerò anche i minori, alla fine.

Siamo tutti molto coinvolti: anche gli uffici, la direzione, la segreteria pedagogica, i referenti dei servizi… il progetto è stato scritto a più mani, più volte ci siamo confrontati per capire cosa volessimo fare per sostenere gli educatori che sono tutti i giorni accompagnano i bambini e i ragazzi nella loro crescita.

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Ecco una carrellata degli argomenti trattati/in programma:

  • Il corpo umano e lo sviluppo: cambiamenti del corpo, mestruazioni, eiaculazione, variabilità individuali nel decorso dello sviluppo – differenze biologiche tra uomini e donne interne ed esteriori, immagine corporea;
  • Fertilità e riproduzione: scelte riguardanti la genitorialità, la gravidanza, l’infertilità e l’adozione – l’idea base della contraccezione – diversi metodi contraccettivi;
  • Sessualità: amore, essere innamorati – tenerezza – sesso nei media – gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, aspettative di ruolo;
  • Emozioni e affetti: differenza tra amicizia, amore, desiderio/attrazione sessuale – gelosia, rabbia, aggressività, delusione, autonomia emotiva;
  • Relazioni e stili di vita: le diverse relazioni rispetto ad amore, amicizia, etc – le diverse relazioni familiari;
  • Salute e benessere: igiene del corpo, l’influenza positiva della sessualità sulla salute e il benessere – le malattie collegate alla sessualità – la violenza e l’aggressione sessuale;
  • Sessualità e diritti: il diritto all’espressione di sè – diritto sessuali dei bambini (informazione, educazione sessuale e integrità fisica – abuso – la responsabilità degli adulti rispetto alla sicurezza dei minori;
  • Influenze sociali e culturali sulla sessualità: ruoli di genere – differenze culturali – differenze legate all’età.

Insomma, do robe semplici.

Perchè, davvero, l’amore non basta. Serve un accompagnamento per chi accompagna. Bisogna prendersi cura anche di chi si prende cura, fornendo loro maggiori sicurezze, abilità, idee.

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Illustrazioni, meravigliose, di Brooke Smart.

GaranziaGiovani “Workstar” – Centro Produttività Veneto – Vicenza

Una nuova avventura fresca fresca come quest’estate che sta arrivando: formatrice per il Centro Produttività Veneto CPV.

I ragazzi NEET, a cui è rivolto il progetto, sono ventenni che ne’ studiano ne’ lavorano: spesso hanno una laurea in tasca, ma si trovano di fronte al mare del mondo lavorativo e vogliono entrarci con le migliori competenze. Ecco quindi che sono stati realizzati alcuni interventi  finanziati con le risorse del Programma Operativo Nazionale per l’attuazione dell’Iniziativa Europea per l’Occupazione Giovanile Piano di attuazione regionale Garanzia Giovani.

Il progetto ha l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo dei partecipanti, incrementando le loro competenze grazie ad un percorso di formazione e ad un’esperienza di tirocinio all’estero della durata di due mesi.

I percorsi prevedono ciascuno 2 ore di consulenza orientativa (I livello), 2 ore di orientamento specialistico (II livello), 60 ore di lingua inglese, 60 ore di formazione professionalizzante in piccolo gruppo (sono due gruppi di 7 o 8 ragazzi) e 2 mesi di tirocinio in un Paese dell’Unione Europea.

Le 60 ore di formazione alla persona sono tante!
Infatti abbiamo creato una squadra di formatori che si è divisa gli obiettivi di progetto e li portiamo avanti secondo le nostre abilità: come me ci sono i colleghi psicologi Elia Barbiero ed Andrea Picco, assieme ad Alice Di Lauro.

Io mi occupo del training di assertività, leadership ed influenza, relazioni costruttive con gli altri… le giornate sono di 8 ore filate, le attività in programma sono davvero varie per poter mantenere un buon livello dell’attenzione.
I ragazzi sono curiosi anche se, chiaro, sono proiettati nel loro futuro fuori dall’Italia.

Lo scopo in ogni caso non è far uscire le menti brillanti, ma farle tornare più ricche!

 

 

Scelgo quindi sono – dall’empatia all’assertività

Coltivare l’assertività attraverso il teatro, in gruppo, per chi crede che si possano affrontare con maggiore sicurezza le situazioni problematiche.

Attenzione!!! Questo percorso è ideato solo per chi ha effettuato almeno un colloquio clinico nello studio con Anna Zanellato.

Illuminare ogni pensiero alla luce dell’Io significa che noi non siamo i nostri pensieri, ma il soggetto che li osserva, ne prende atto e poi sceglie quelli che riconosce in linea con i propri obiettivi e valori.

Noi siamo il cielo, i pensieri sono le nuvole, che vanno e vengono,
mentre il cielo rimane immutato e imperturbabile.

La coscienza di noi stessi permane e si arricchisce di ogni nuova esperienza:
come l’universo della fisica di Einstein, così l’Io inteso come coscienza, è attualmente limitato, ma in costante espansione, e perciò tendenzialmente infinito.

Questo progetto mi sta molto a cuore, perchè è ideato su misura per le persone a cui ho imparato ad aver cura: i miei pazienti. Si tratta di un intenso percorso di 10 incontri per coltivare l’empatia e l’assertività.

Io e Tommaso Franchin, regista teatrale laureato in psicologia, abbiamo ideato questo percorso sull’assertività sfruttando le potenzialità del linguaggio teatrale e del lavoro in gruppo.

Scelgo quindi sono

Insomma, un bel progetto di formazione, una coccola, una sfida.

Un percorso di 10 incontri di 2 ore e mezza, il venerdì sera per chiudere la settimana assieme. Cominciamo venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 20.30, i venerdì non saranno sempre consecutivi, ma ci sarà la possibilità di avere del tempo per fare i compiti per casa 😉 (ormai mi conoscete!).
Gli incontri saranno presso lo SPAZIOcasalorca, (piazzale Giusti, 23 – Vicenza) negli ambienti dell’ex scuola elementare Giusti del Comune di Vicenza.
Il percorso, dal costo di 300 euro, è a numero chiuso, i partecipanti saranno confermati il giorno 12 febbraio.

Per richiedere la vostra partecipazione, compilate il form qui in basso:

Se hai altre domande contattaci:
Anna Zanellato, psicologa e sessuologa clinica
BIO
, progetti come formatrice
info@studiozanellato.com –  327.1013716
Tommaso Franchin, laureato in psicologia, regista teatrale
BIO, progetti exvUoto teatro
info@exvuototeatro.com – 349.8842360

Destinatari:

Adulti che vogliono migliorare le proprie competenze personali e sociali.

Finalità e obiettivi:

Fornire conoscenze teoriche e strategie pratiche per coltivare l’empatia e l’assertività.

  1. sviluppare l’autonomia emotiva: imparare a riconoscere le proprie emozioni non confondendole con quelle che vengono espresse dall’altro, riuscendo al tempo stesso a mettersi “nei panni dell’altro”;
  2. coordinare ciò che si sente con ciò che si esprime: il training teatrale  permetterà di scoprire, ascoltare e quindi utilizzare il corpo, per appropriarsi degli strumenti e delle conoscenze che permettono lo sviluppo del rispetto di sè e della mediazione tra noi stessi e gli altri per affrontare con maggiore sicurezza le situazioni problematiche.
  3. sviluppare un atteggiamento propositivo/positivo verso se stessi: riconoscere le proprie qualità e i propri limiti confrontandosi anche con la frustrazione che può derivare dalla negoziazione con l’altro, imparare a gestire i conflitti, aumentando la fiducia e la stima di sè.

Perchè lo facciamo?

Lo stile operativo che mi caratterizza vuole valorizzare le persone che incontro, fare leva sulle loro capacità per renderle creative, anche nei momenti di difficoltà o di crisi. Il vero protagonista è chi sa esprimere se stesso nella propria vita e sa stare nella relazione con gli altri.

E’ per questa ragione che spesso, in studio, lavoro sulle capacità di formare una personalità assertiva. To Assert, dall’inglese, significa “mettere uno schiavo in libertà”, significa che con coraggio possiamo affermare di essere liberi, al di là dell’ansia e dell’imbarazzo sociale.
Significa che le persone possono imparare a rispettare se stesse e gli altri, imparando a modulare il proprio comportamento non in base alla presenza degli altri ma in base alla situazione. La persona assertiva è una persona responsabile, capace di riflettere su se stessa, non si fa sopraffarre dalle emozioni, ma anzi le considera preziose alleate che indicano la via verso l’autoaffermazione di sè.
L’assertivo ha una visione del mondo generalmente positiva, ha fiducia nel futuro e nel prossimo.

Purtroppo però tutto questo non può avvenire all’interno della sola relazione terapeutica (tu ed io), è necessario invece un nuovo campo da gioco, nel quale sperimentarsi attraverso la relazione con sconosciuti anch’essi disposti a scoprire insieme la risposta alla grande domanda “chi voglio essere?“. L’assertivo vuole infatti avere successo assieme agli altri, che considera alleati preziosi per il proprio ben-essere. Orientare la propria vita, saperlo comunicare agli altri, non è forse il segreto dello stare bene?

Come lo facciamo?

Il teatro è lo strumento più adeguato per sperimentare se stessi in maniera piacevole, senza esporre le proprie storie personali, ma scoprendo l’altro in profondità. Ci saranno attività dinamiche, confronto, esercitazioni, questionari…

E’ richiesta un’iscrizione all’associazione (tesseramento AICS) per l’utilizzo dei locali del Comune di Vicenza.

I venerdì del percorso saranno:
16 febbraio, 23 febbraio, 9 marzo, 16 marzo, 30 marzo, 13 aprile, 20 aprile, 11 maggio, 18 maggio, 8 giugno
dalle ore 20.30 alle ore 23.00.

Nessun uomo è libero se non è padrone di se stesso. -Epitteto-