Educazione alla sessualità – V Primaria Levis Plona

A Vicenza c’è una scuola che si chiama Levis Plona. E’ una scuola speciale, si trova in centro città alla fine di corso Fogazzaro. Ed io, da vicentina doc, ci vado in bicicletta.

Ci sono bambini dell’Infanzia e della Primaria e c’è una classe V un po’ strana: sono tutti maschi!

Non si sa come sia successo, ma ogni tanto accade che la Sorte e il Destino combinino delle cose mai viste prima. Vi immaginate crescere in una classe completamente formata da ometti?
Ecco, ci voleva un bel corso di educazione alla sessualità. Non solo, un percorso ad hoc!

Sono 4 gli incontri che sto organizzando in questa classe durante le ore di lezione del giovedì, ma è evidente che su certe cose i maschi sono fortissimi e su altre un po’ meno.

E, ve lo scrivo a chiare lettere, con le emozioni ed i sentimenti sono proprio forti! Hanno un ottimo lessico, una grande capacità di cogliere le sfumature, si riconoscono attori della scena sociale. Belli belli!
Invece poco sanno di anatomia, di come sono fatti loro stessi e, soprattutto come sono le femmine! Si tratta di una classe dinamica, in cui l’idea di fare lezione composti per alzata di mano è (aimè) davvero non in linea con la sua personalità.
Per fortuna il mio metodo è differente, senza lezioni frontali, li sprono e li spingo a raccontarmi tutto quello che sanno per far girare le informazioni tra i compagni.

A fine percorso incontrerò i genitori per un incontro… aspetterò la loro restituzione!

Dal branco al gruppo – II Primaria Petrini

L'albero della classe, dal branco al gruppo, scuola Pertini Vicenza

C’era una volta, e c’è ancora, la scuola primaria Pertini di Vicenza con tre classi seconde.
Le bravissime maestre delle seconde decisero che il branco di bambini aveva bisogno di qualcuno che lo trasformasse in un gruppo. Una magia?

Fu così che, a settembre, aderirono al progetto del POFT 2016/2017 del Comune di Vicenza e chiamarono folletta Anna per portare un po’ di armonia nelle classi.

Dal branco al gruppo. Progetto per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria. Ideato da Anna Zanellato, psicologa vicentina.

Sono stati così programmati quattro incontri da due ore per ogni classe: (1) un incontro per capire chi sono io, (2) come sto in relazione con gli altri compagni, (3) definire se è possibile cambiare le situazioni che non ci piacciono e (4) darci delle regole per stare meglio tutti assieme.

Un percorso di accompagnamento alle prese di coscienza dei piccoli folletti che animano le tre classi. Inserimento di folletti che sono nati in Paesi lontani, fortificazione dei rapporti con chi è seguito anche dalle maestre di sostegno, creazione di un clima sereno che possa agevolare la didattica.

Siamo a metà percorso, e vediamo i folletti prendere più coscienza della situazione. Hanno raccontato a me e alle maestre che la classe ha un po’ di febbre: 39,2° addirittura in una seconda! Li abbiamo visti trasformarsi in barchette che cercavano porti sicuri, poi sono diventati foglie tutte diverse e speciali di un grande albero specialissimo che racconta chi siamo. Abbiamo imparato i saluti di tutto il mondo, anche i più divertenti. Abbiamo disegnato le emozioni che sentiamo. Siamo stati re e regine della classe per un momento ed abbiamo ascoltato i nostri sudditi riempirci di complimenti evidenziando i nostri pregi.

Semplici materiali e molta fantasia per comunicare attraverso le regole dei bambini: riusciremo a trasformarli in un gruppo?

Ricordiamo una regola che abbiamo imparato la scorsa settimana: non è necessario che siamo tutti amici per portarci comunque rispetto.
Da ricordare anche agli adulti…!

Intimità e Benessere: il ruolo del Desiderio – corso Alidaf per sordi e udenti

Sabato 28 gennaio a Grosseto si è tenuto l’incontro per sordi e udenti dal titolo Intimità e Benessere: il ruolo del Desiderio con interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni).

Il progetto, sostenuto dal Cesvot, è promosso dalla psicologa e psicoterapeuta Lilia Enei di  Alidaf, l’Associazione LIberi DAl Fumo, che sviluppa diversi argomenti per il sostegno del benessere e l’integrazione della comunità dei sordi con gli udenti superando le barriere linguistiche presenti nel territorio toscano.

Un ponte per la salute fatto di segni e parole, di condivisione, di informazioni.

Così il laboratorio di 3 ore ha permesso il confronto fra tutti i presenti e l’apprendimento di nuove informazioni riguardanti le intimità che possano agevolare la vita personale delle trenta persone presenti. Infatti tra gli obiettivi principali del corso vi è l’acquisizione di abitudini e gesti automatici quotidiani che possano trasformarsi in scelte salutari e consapevoli per il benessere della comunità e dei volontari dell’associazione stessa.

Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere, soprattutto per il target misto che può risultare difficile da gestire. L’età, la scolarità, l’uso della lingua erano davvero molto vari. La scelta del lessico appropriato, dei mezzi, dei materiali che possano essere adatti a tutti è complessa. Compiere la giusta ponderazione può risultare a tratti arduo. Ancora una volta mi sono confrontata con una disabilità specifica.
Questo è il quarto laboratorio che mi vede coinvolta con questa utenza particolare, perchè il progetto è stato più volte ripetuto in continue evoluzioni.

In passato infatti già erano stati da me trattati i temi delle dipendenze giovanili, delle nuove dipendenze, della sessualità… questa volta il tema centrale era invece il desiderio.

Come vedete dalle foto della giornata le stelle sono frammenti di desideri, che ambiamo nonostante le nuvole possano a volte coprirli. Quali sono le nuvole personali che oscurano il desiderio? Ognuno di noi ha la forza per raggiungere i propri sogni nelle relazioni?

L’Educazione Emotiva – educatori Torri Q.lo

Paura, tristezza, gioia, rabbia, disgusto: queste sono le emozioni fondamentali che ci ha insegnato l’ormai classico dell’animazione InsideOut. Ma sappiamo che la realtà è molto più complessa e il territorio chiede incessantemente supporto ai professionisti che si occupano delle emozioni.

Come possiamo noi educare alle emozioni i ragazzi che ci sono stati affidati?

Ieri sera ci siamo trovati per un workshop con una sessantina di educatori di Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza. Ci siamo interrogati sul nostro sentire per poi dividerci in tre laboratori che sapessero indirizzare la ricerca.

Assieme a me il dottor clown Evaristo Arnaldi e lo psicologo psicoterapeuta Diego Giron.

Nel workshop da me condotto ci siamo focalizzati innanzitutto sul (1) riconoscere le emozioni nostre e altrui; poi ci siamo confrontati sul (2) comprenderle ed infine su come supportare la loro (3) espressione.
Ci siamo sentiti un po’ disarmati quando l’evidenza ha dimostrato le nostre difficoltà, ma abbiamo compreso che queste difficoltà ci possono stuzzicare. Abbiamo riflettuto su ciò che significa “educare”, quale ruolo ci compete. Sappiamo che i ragazzi non sono una carta bianca nella quale dobbiamo scrivere, ma che sono partner di un progetto educativo che tracciamo con loro del quale siamo reciprocamente responsabili. Abbiamo parlato di empatia, autosservazione, umiltà.

Ringrazio i partecipanti, alcuni di questi avevano già partecipato alle occasioni di formazione che avevo condotto negli anni passati: visi noti, sorrisi che sapevo riconoscere. Giovani che si interrogano, che hanno voglia di migliorare e di spingere questo mondo per renderlo migliore.

Per fortuna.

La Terra Buona – educazione all’affettività per capi

La Terra Buona - educazione all'affettività per educatori

Ieri sera ho condotto la riunione di branca della zona EG di Padova del Brenta.
Quasi una cinquantina di giovani capi si sono radunati per parlare di come gli strumenti dello scoutismo possono agevolare lo sviluppo di un’affettività e una sessualità equilibrate.

Quale sostegno possiamo rendere disponibile ai ragazzi che ci sono stati affidati?
Quali sono i frutti che possiamo cogliere sfruttando gli strumenti tipici della branca?

Ecco una bella immagina riassuntiva di fine serata:

La Terra Buona - educazione all'affettività per educatori