Pari&Dispari – superiori Scotton

Il progetto Pari&Dispari quest’anno è alla sua terza edizione!
Anche quest’anno saranno coinvolte sette classi IV dell’Istituto Scotton di Breganze. Il progetto, iniziato dopo il lancio della Giornata contro la Violenza sulle Donne (25 novembre) si concluderà a febbraio.
Diciottenni a me! ❤

Dalla verifica dello scorso anno:
Se lo scorso anno mi aveva caratterizzata una iniziale diffidenza sulla capacità di classi monosessuate di interrogarsi sul tema, per poi riscontrare una grande capacità critica e di acume coscienzioso nell’affrontare il tema della violenza tra i generi, anche quest’anno le classi non sono state da meno. Non trattandosi di lezioni frontali, ma di attività che facevano emergere i vissuti degli alunni per permettere loro un confronto attivo, è possibile dire che ho spesso incontrato classi mature e pronte al dialogo. Chiaramente ci sono stati alunni che, per temperamento e personalità, hanno vissuto più passivamente le proposte di confronto, ma nessuno si è rifiutato di dire la propria opinione quando richiesta, e tutti sono stati coinvolti.

Si tratta infatti di un percorso di educazione affettiva per promuovere la sensibilizzazione nella prevenzione della violenza tramite l’educazione tra pari, ponendo particolare evidenza al contrasto dell’insorgere di episodi di cyberbullismo.

Traggo ancora spunto dal primo punto della verifica dello scorso anno per farvi intuire quanto questo progetto sia rilevante per il territorio:
1. favorire un atteggiamento positivo verso l’argomento trattato e in generale aumentare la consapevolezza del ben-essere;
Questo obiettivo, tra i più difficili da raggiungere, premette che il tema della violenza di genere possa essere trattato in maniera positiva, più vicino alle capacità di problem solving personali e di confronto attivo e positivo tra i componenti della classe. In tutte le classi si è parlato di assumersi le responsabilità delle proprie azioni e di riconoscimento delle anche piccole azioni irrispettose che possono dare origine alla violenza. In ogni classe è stata valorizzata la forza della rete amicale, sia come contenitore delle confidenze, sia come possibilità di creazione di soluzioni nuove ed efficaci. I ragazzi si sono interrogati sulla stima di sé e di come questa sia minata dalle informazioni derivanti dai media.

Il progetto rientra tra le azioni di prevenzione del più ampio progetto nato dalla collaborazione tra Villa Savardo e il Comune di Breganze finanziato dalla Regione Veneto per i Centri Antiviolenza, Case Rifugio e Case di secondo livello (Villa Savardo, appunto).

Tutto questo è possibile grazie alla perseveranza di Giulia Vanfretti, assistente sociale di Villa Savardo, e Paola Zanella e Alessia Anguzza, insegnanti di religione e lettere della scuola.

Noi due, la sclerosi multipla e la nostra intimità – AISM Vicenza

Un pomeriggio di incontri, di confronti.

Così è stato il sabato dell’11 novembre!
Ho infatti partecipato al convegno promosso dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) di Vicenza. Un’occasione unica per confrontarmi direttamente con le coppie che convivono con la sclerosi. Erano presenti 18 coppie, provenienti da tutta la regione, che hanno voluto saperne di più riguardo la sessualità.

Infatti due erano gli spazi che mi sono stati assegnati:
una presentazione in plenaria iniziale che parlasse della complicità sessuale nelle coppie con disabilità acquisita e un laboratorio interattivo per i partner sani. Contemporaneamente il dott. Andrea Pronto, andrologo, e la dott.ssa Claudia Ciardo, ginecologa, hanno condotto dei momenti di informazione specialistici per gli uomini e le donne con SM.

L’idea dello svolgimento dell’incontro è stata delle promotrici dell’evento: Sonia Franzina e Barbara Baù, entrambe con sclerosi multipla, entrambe delle forze della natura!
Sono riuscite infatti a creare un progetto davvero utile ed interessante, vicino alle richieste che erano state sollevate proprio dai soci della loro associazione: che si parlasse esplicitamente di sesso!

Non è semplice parlare di sesso quando sembra che le priorità siano altre. Non è facile focalizzarsi ancora sulla storia e il progetto di coppia quando si è arrabbiati con la vita, con il destino e sembra che il futuro scivoli dalle mani.

Non è presente molto materiale riguardo l’intimità nella disabilità se non alcuni dati strettamente scientifici che fanno credere di essere semplicemente delle cavie di laboratorio. Abbiamo così parlato di sessualità in maniera olistica, piena.

Invece è importante fermarsi ed andare oltre alla rabbia, alla percezione del corpo che non risponde ai miei desideri. Cosa posso dire, cosa posso desiderare quando diventa difficile confrontarmi con me stesso?

Ri-bellati, ci siamo detti!
Ovvero ritorna al bello, alle piccole percezioni dei sensi, coltiva la bellezza nella tua vita. Cerca il gusto, il pepe… non siamo nati per vivere distati e distinti, ma d’istanti e d’istinti.

 

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Sessualimentarmente Parlando – convegno ECM Valcamonica

Quanto cibo e quanto sesso nella vita umana: esegesi moderna.

Questo è il titolo del contributo che ho portato al Convegno del 14 ottobre 2017 ad Esine presso l’ospedale della Valcamonica, in Lombardia.
Un convegno che ha visto in sala un centinaio di dipendenti della struttura, medici, psicologi ed anche infermieri e fisioterapisti. Il tema della giornata affrontava il rapporto strettissimo tra cibo e sesso. Molti i contributi di altissimo livello.

L’evento è stato possibile grazie alla direzione del dott. Marcello Acciaro, lugimirante direttore sanitario, da molti anni interessato al tema della sessualità.
Assieme a lui Roberto Bernorio e Beppe Mori, ginecologi milanesi Aispa (e non solo).
Inoltre le care amiche, egregie professioniste di cui ho profonda stima: Elisa Deiana (psicoterapeuta Modena), Michela Avella (psicologa Varese), Paola Zucchi (psicologa Cremona), Clara Pozzi (neurologa Milano) e Eleonora Preti (ginecologa Milano).

L’ambiente così intellettualmente frizzante ha lasciato il segno anche nel mio co-relatore, d Andrea Guglielmi, che mi ha aiutata ad affrontare il corpo centrale della proposta innovativa quanto ancestrale del mio contributo: l’uso delle metafore del Cantico dei Cantici come training di imagery positiva con i pazienti sessuologici. L’accostamento dell’erotismo biblico con le metafore concrete permette un’assimilazione differente della percezione corporea di sè. Inoltre la narrazione, propria o mitica, permette l’elaborazione delle emozioni, trasformandole in conoscenza verbale, semantica e concettuale.

Non capisci cosa intendo dire? Prova a leggere il Cantico, poi scrivimi cosa ne pensi.

Quanto sono soavi le tue carezze, sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.

Molti i quadri ispirati al Cantico eseguiti da Marc Chagall, ora raccolti a Nizza.

Educazione alla salute sessuale – II Superiore Fogazzaro

Il mese di maggio ha permesso di far fiorire un entusiasmante progetto presso tutte le classi seconde del liceo scientifico, linguistico, sociale ed economico sociale promosso ed organizzato dalla prof.ssa Annalinda Zigiotto.

Un importante percorso perchè le classi seconde al Fogazzaro sono 15: uno degli istituti più importanti della città di Vicenza.
Tutte le classi hanno avuto l’opportunità di incontrare un ginecologo per una lezione anatomica. Successivamente sono subentrata io, con due ore dal titolo “Sessualità: desiderio come relazione“.

E’ stato scelto il tema del desiderio poichè uno dei bisogni fondamentali di ogni individuo è quello di affetto e relazione. L’esistenza dell’uomo è caratterizzata dalla ricerca di relazioni significative in cui esprimere l’affettività. La sessualità è l’esperienza umana entro cui è possibile esprimere emozioni, sentimenti e stati d’animo, comunicazione, scambio e coinvolgimento. Dare e trasmettere piacere presuppone la capacità di saper comunicare attraverso il corpo, ascoltando i desideri dell’altro e sapendo trasmettere i propri.

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Il metodo utilizzato è quello che mi è proprio:
1. saper progettare l’incontro (definire l’argomento, prevedere l’allargamento dei temi della discussione -ed essere pronti-, organizzare le informazioni),
2. porre attenzione alla moralità (evitare la mia trasmissione di valori etici e morali ma creare una situazione nella quale emergano dalla discussione di gruppo)
3. saper usare adeguatamente la comunicazione (chiedere informazioni pregresse alla classe ed ai singoli, non contrastare la comunicazione non verbale)
4. prevedere una buona dose di
emozionalità (permettere la sperimentazione di difficoltà, felicità, condivisione)
5. promuovere la prosocialità (alte aspettative, fiducia, essere a modello).

Gli obiettivi del progetto sono stati raggiunti in tutte le classi, rispettando le richieste specifiche dei ragazzi e il carattere unico che ogni gruppo di alunni possiede. Ci sono classi sfrontate e classi ingenue; classi timide e classi sapienti; alunni con disabilità e ripetenti con qualche anno in più.

Gli obiettivi concordati con la scuola erano i seguenti:
1. aumentare la conoscenza di sé: fisiologia del desiderio;
2. aumentare la conoscenza degli altri: riconoscere le caratteristiche individuali e le caratteristiche psicologiche, comportamentali e di ruolo specifiche di maschi e femmine (differenze di genere);
3. incentivare il confronto tra i generi, saper riconoscere le differenze come fattori arricchenti;
4. riflettere sui concetti di coppia, di fiducia, di piacere e di sessualità e saper discriminare e scegliere le situazioni piacevoli da quelle spiacevoli.

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Il tema che è emerso da tutte le classi è come la cultura influenzi il nostro modo di vedere il mondo e, soprattutto, di vivere la sessualità nell’intimità. Abbiamo discusso del fatto che l’amore e la pulsione sessuale non vanno sempre pari passo: a volte le farfalle nello stomaco sono dovute dalla risposta genitale e, forse, è da riconoscere che nonostante sia assolutamente lecita non possiamo confonderla con l’amore. Ed altre volte invece proviamo grande sintonia con una persona, ma mi sento in colpa perchè mi attraggono anche altre. La pornografia e le mode danno ai ragazzi delle visioni che sanno essere distorte, ma il tabù di parlarne non permette di poter andare oltre. Permettere agli alunni di trovare uno spazio di confronto tra pari, condotti da un adulto, per potersi parlare di sesso può essere il canale per far emergere il vero.

E il bello. Perchè fatto con il sorriso, la risata, l’accoglienza di ogni dubbio.

scuola Fogazzaro progetto educazione alla sessualità Anna Zanellato

!!!Attenzione!!!
Condurre questo tipo di laboratorio, così divertente e stimolante può dare controindicazioni: sono diventata afona per qualche giorno!