Disturbi del desiderio sessuale

Quando le cose non funzionano bene in camera da letto,
non funzionano bene neanche in soggiorno.

William H. Masters

Il Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile e il Disturbo unico del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile (DSM-V) sono molto diffusi e causano un grande disagio nelle coppie.

Meglio conosciuti come assenza o calo del desiderio, sono circa la metà dei casi che vengono presentati all’attenzione del sessuologo, quasi sempre come coppia.

Questo disturbo, legato alla carenza o all’assenza di fantasie sessuali e di desiderio verso le attività sessuali, è particolarmente difficile da diagnosticare perchè spesso si confonde con altri possibili problemi fisici, psicologici o di coppia.
Pertanto è necessario riconoscere altre attribuzioni di cause:

  1. escludere i casi in cui la disfunzione sia dovuta esclusivamente agli effetti fisiologici di una determinata condizione medica (anomalie neurologiche, ormonali o metaboliche);
  2. indagare se il problema sessuale è dovuto dall’uso di sostanze, non solo stupefacenti, ma soprattutto farmaci;
  3. approfondire la storia clinica della persona affetta perchè il calo del desiderio può essere un sintomo di depressione, stress o dovuto ad un trauma;
  4. conoscere il contesto di vita (situazioni, esperienze, cambiamenti) che possono aver generato questo calo.

La diagnosi può essere effettuata solo da un medico o psicologo specializzato in sessuologia che sa indagare e discriminare i dati forniti dalla coppia in consulenza.
Molto spesso infatti capita che non si tratti di calo del desiderio, ma molte sono le scelte consapevoli che possono portare anche ad un’astinenza voluta. Il limite tra la patologia e la libera scelta è molto flebile.
Un’informazione che però può essere un ottimo criterio diagnostico è il notevole disagio personale o le difficoltà interpersonali.

Sarà anche compito della professionista scoprire quali timori, ansie e convinzioni sono della persona con un’assenza o calo del desiderio.

Una problematica di tipo sessuale mette a dura prova gli equilibri della coppia: se il sesso non va bene anche la fisicità, l’intimità e la fiducia nel partner vacillano portando alla luce spesso dei conflitti che, invece di risolvere la situazione, la amplificano, esasperandola.

Le coppie che giungono in terapia sessuologica spesso sono stanche ed hanno paura di perdersi. Sentono che a loro sta accadendo qualcosa che non sanno spiegarsi. Avvertono lo spettro del tradimento nonostante si amino. Non sanno cosa accadrà al loro futuro.
La persona che porta il sintomo “non ho più voglia di fare l’amore“, non è quella che ha il problema. Il problema è del partner desiderante che si sente continuamente rifiutato, oppure accolto ma controvoglia, in una relazione sessuale che, se c’è, sembra finta.

La terapia sessuologica

Il trattamento di questa disfunzione è notoriamente complesso: solo una accurata diagnosi può portare al raggiungimento degli obiettivi che la coppia si attribusce con la psicologa. Inoltre è necessaria una buona motivazione di entrambi i partner per la ricerca di una soluzione comune: bisogna sapersi mettere in gioco.

La terapia sostiene la coppia nel acquisizione di nuove informazioni e competenze sul sesso e nell’aumento delle abilità sociali. Presso lo Studio si permette alla coppia di parlare in tranquillità dei propri sentire, in un ambiente protetto e rispettoso della privacy. Si guardano i nodi che mantengono la situazione problematica e si suggeriscono comportamenti che possano indurre la pulsione sessuale.

La consulenza sessuologica permette di sentire nascere dentro di sè il desiderio delle stelle, nella certezza che le nubi, prima o poi, si sarebbero diradate.

Richiedi una consulenza alla dott.ssa Anna Zanellato.

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